OIKOS – IL CANTIERE DEGLI SPAZI

OIKOS – IL CANTIERE DEGLI SPAZI

Oikos gestisce, attraverso il Progetto Club job, il cantiere degli spazi nel progetto “l’ora di lezione non basta”

Sito “L’ora di lezione non basta”

 

Non curare la scuola è come dimenticare di annaffiare l’orto o di rifare il letto,

 è una forma di sciatteria depressiva, un torto che si fa al presente

 e un sabotaggio in piena regola del futuro.
(Michele Serra)

 

Premessa

La scuola di ogni ordine e grado ha come primo elemento ostativo, nella percezione e nell’esperienza quotidiana dei ragazzi e genitori, una evidente carenza di “bellezza” sia in ordine all’architettura, che agli arredi, spesso vecchi e depauperati dal tempo.
Questi due aspetti presentano una scuola non attraente, poco appetibile e di difficile vivibilità, tanto da influire sia sull’insegnamento, che sull’apprendimento dei  discenti. Se ne è parlato molto degli ambienti poco accoglienti delle scuole italiane, come fattore di disagio e di impedimento della sua naturale fruizione come luogo educativo. Ma non solo. Si assume come vero che l’ambiente abbia una grande influenza sulla pedagogia e quindi sulla crescita armonica e ben articolata di una persona.  Tant’è che per Maria Montessori “ lo spazio scolastico non è una struttura statica e limitata ma una struttura vivente, accuratamente organizzato e preparato per offrire esperienze di apprendimento autonome; nella pedagogia di Loris Malaguzzi lo spazio fisico è talmente importante nel processo di apprendimento da intendersi come “terzo insegnante”, dove il primo è l’adulto, il secondo è il gruppo dei pari.

Tra le esperienze di scuole innovative, possiamo citare la scuola Rinnovata di Giuseppina Pizzigoni, la quale sosteneva che “La scuola, vista nel suo aspetto esteriore, è bella: bella per la sua linea architettonica; bella la sua decorazione murale; bella la disposizione in padiglioni sorgenti di tra il verde dei prati, dei campi, delle aiuole, dei chioschi; bella la decorazione dei luminosi corridoi, e quella delle aule tu te. […] Siccome la gioia viene all’uomo da ogni forma di bellezza, così sentii il diritto del bimbo a una vera e propria educazione estetica. […] La decorazione degli ambienti è sempre stata considerata un lusso” («l’arte costa» si dice); da molti è considerata una distrazione per lo scolaro; da altri non bene intesa nel suo scopo, fu falsata nei suoi mezzi; da pochi è considerata magnifico fattore di educazione: necessità spirituale.” (Pizzigoni G., (1922), Linee fondamentali e programmi e altri scritti, La Scuola Editrice, Brescia, 1956).

Senza tuttavia spingerci così lontano nel tempo, l’esigenza di far vivere ai bambini, poi ai ragazzi e ai giovani, infine, la loro formazione in un ambiente “bello”  e comodo, è sentita non soltanto dal corpo docente e non, ma anche in sede istituzionale e pedagogica. Parlare di bellezza degli spazi significa parlare di scelte architettoniche innovative: le esperienze di rilievo in tal senso e le linee guida del Miur sull’architettura scolastica parlano di setting didattici diversificati, spazi dedicati alle attività, di sostenibilità ambientale e di spazi verdi, di un luogo cioè dove lo spazio diventa strumento educativo finalizzato allo sviluppo delle competenze sia tecniche che sensoriali.

L’assunto su cui abbiamo indugiato sistematicamente, è tanto vero che, le scuole in Italia che si presentano non adeguatamente costruite con i canoni della “bellezza” e della funzionalità educativa dei suoi ambienti, rischiano di fallire il loro compito, anche a fronte di insegnanti altamente motivati e preparati. Potremmo dire che una delle componenti della formazione è il luogo dove viene  esercita la nostra attività di studio, di ascolto e non per ultimo il nostro esercizio fisico. In buona sostanza la personalità di una persona si compone di tanti elementi tra cui il luogo dove cresce. In tal senso “Il Cantiere degli Spazi” inserito nel più vasto progetto “un’ora di lezione non basta” è orientato con l’uso della didattica laboratoriale a rendere belli e confortevoli gli ambienti scolastici.

 

Perché Oikos – Progetto Club Job

 

Il Progetto Club Job, progetto di OIKOS Associazione di Promozione Sociale, nasce di fatto nel 2007, con il finanziamento dei Comuni di Lucca, e del Piano Zonale locale, dall’esperienza pregressa delle “Botteghe della Solidarietà” degli anni ’80 – 90, da cui il progetto attuale eredita anche parte del personale.

All’epoca, nelle Botteghe, gli operatori cercavano di aiutare ragazzi, completamente esclusi dalla formazione ordinaria, a ricercare motivazioni e autostima attraverso l’esercizio di abilità in grado di riavvicinarli a percorsi formativi formali o al mondo del lavoro.

Nel corso degli anni l’esperienza è maturata, integrando fortemente le teorie dell’attivismo, che supportarono anche il movimento delle scuole “nuove” centrate sulla valorizzazione didattica del “fare”, degli interessi e dei bisogni del discente, e della pedagogia pragmatista anglosassone, centrata sul valore del metodo dei ”problemi” e dei “progetti” e sul principio della responsabilità e della partecipazione sociale.

All’interno di questa cornice di riferimento, l’operatività e la manualità vengono dunque concepite come aspetti essenziali della formazione, delle competenze e delle conoscenze di qualsiasi percorso formativo.

Una prassi che si è consolidata nel tempo è quella di allestire spazi con manufatti in legno e legno e ferro, per le scuole di Lucca. Il primo step fu la costruzione di giochi all’aperto, di grandi dimensioni, collaudati e sicuri, il secondo  è stato quello di costruire o restaurare tavoli, sedie, librerie, scaffali per rendere più accogliente il luogo dello studio.

 

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